“Ragazze, mi sposo l’Austroungarico”

Alice, per sua stessa definizione, fa una vita da pazzi. Lavoro, casa, lavoro, casa. Molte uscite, poco sonno. Piscina, palestra, tante riunioni, qualche cena fuori. Alice fa un lavoro che non smette mai, consulente strategico, capo efficiente di una squadra rodata. La settimana di Alice è fatta di mail, priorità e scadenze, telefonate incazzate e riunioni. Clienti che si lamentano che la luna non è sempre piena, dipendenti che pretendono che la teoria sia pratica. Leggi che non si applicano. Sanzioni che non funzionano.

*O era il contrario?*

Poi nel mezzo di una mattina incasinata, un lunedì come un altro, l’improbabile diventa evento. Un lunedì qualunque, ma anche no, arriva una mail.

Il mittente ha quel retrogusto di passato che sembra di leggere l’etichetta di una buona bottiglia di rhum. Alice la scorre sul monitor, semi incredula.

È Camilla, la sua vecchia compagna di banco, dalla notte dei tempi.

Poche righe, semplici e concrete:

“Ragazze mi sposo l’Austroungarico. So che qualcuna avrà qualcosa da ridire ma … anche se parlate ora, non serve a un granché: io me lo sposo, l’Austroungarico. La cerimonia è l’8 agosto, e sabato prossimo, in memoria dei vecchi tempi e dei vostri matrimoni, volevo festeggiare il mio addio al nubilato con voi. Franz mi ha convinta e vi ha già prenotato l’albergo. Non potete dire di no. Non potete tirarvi indietro. Per i biglietti aerei, vi scriverà lui. Ciao. Felicissima, Cami.”

Ma figurati. È impossibile. È spamming. Camilla che le scrive. Ma soprattutto Camilla che si sposa. Camilla che si sposa il noiosissimo ungherese detto l’Austroungarico? Camilla che la invita a Budapest? Ma dov’è Budapest?

Questo sabato?

*Ho troppo da fare. Non se ne parla proprio. Che le rispondo? Mah, ci penso dopo.*

E si rimette a sfogliare la posta categorizzata, cercando qualcosa di più serio di cui occuparsi.

Per fortuna ecco il telefono sulla scrivania che suona. “Capo, c’è un problema”. È Mara, che la mette sempre giù un po’ drammatica. “I dati che ci hanno mandato, quelli per la riunione di sabato, fanno schifo, sono incompleti e disordinati e Lisa non sa come muoversi e io neanche. Cosa facciamo?”

*Mandali tutti a quel paese.* No, non si può dire. “Dammi due secondi che vengo a vedere”.

*Dura, la vita del consulente. Glielo hai detto mille volte cosa devono fare. Glielo hai detto mille volte, che cosa devono pretendere. Ma tu sei come Mr Wolf. miss Wolf. Risolvi problemi. Quindi vai, e con grande classe, risolvi anche questo. In fondo, è solo il tuo maledetto fottutissimo lavoro. E tu lo fai bene, bambina. Quindi adesso vai, e metti a posto anche questa.*

Peccato che c’è una zanzara, nella testa. La mail di Camilla ha lasciato uno stupido senso di nostalgia e distrazione nella testa di Alice, e adesso stare concentrata è un po’ più difficile.

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