Il postino suona sempre due volte (anche quattro, talora)

Il lunedì è andato, in qualche modo. Un cazziatone al telefono e quei famosi dati mancanti sono comparsi. Tardi, ma sono arrivati. Niente di grave. Tutto sotto controllo. Tranne un noioso fastidio al collo e la tensione di una settimana pesante (di lunedì?). Quattordici pendenze da smarcare prima di andare a letto, e neanche un po’ di tempo per leggere.

Il display del telefono silenziato si illumina. È Sofia.

*Aaah, troppa roba. Adesso non ho tempo di chiacchierare, la richiamo domani.*

Martedì mattina Sofia richiama, alle dieci. E Alice, come al solito, non risponde, con la scusa che sta lavorando. Poi alle due. E Alice continua a non rispondere. Alle sette e mezza, dimostrando la resistenza del maratoneta, Sofia chiama di nuovo. Presa per sfinimento, stavolta, Alice risponde.

“Eccola. Ciao Sofi.”

“Vaffanculo Ali, sono ventiquattro ore che ti cerco. Sono stufa di questa storia che non rispondi mai. Il postino suona sempre due volte. Ma Sofia, che è più in gamba del postino, anche quattro, se serve. Neanche lavorassi solo tu a questo mondo. Comunque, bando alle ciance, ci vieni all’addio al nubilato, vero?”

“Ma di cosa stai parlando?”

“Ali, non mi prendere in giro, lo sai benissimo che Camilla ci ha invitate a Budapest questo weekend.”

“Ah, ma non era uno scherzo?”

“Senti, sei davvero acida quando fai così, la pianti? La tua più vecchia amica si sposa e tu fai la stronza? Ma cosa diavolo ti è successo?”

“Sofi, lo sai che non è un buon momento.”

“Ali, per te non è mai un buon momento. Sono secoli che non è un buon momento. Ma stavolta non ci sono scuse. Non puoi tirarti indietro. Dai. Io lascio la bimba dai nonni. Ci siamo tutte. Sarà bellissimo. Come facciamo senza di te?”

“Ma Sofia, ho un miliardo di cose da fare. E c’ho una riunione importante, sabato. E poi non saprei cosa mettermi. E poi non so neanche dov’è Budapest. E il volo?”

“Alice, piantala. La riunione la fai fare a una delle tue ragazze, che sono in gamba. Le altre cose le organizzi, che lo sappiamo tutti che sei brava. Il vestito? Ce lo andiamo a comprare. Budapest è in Ungheria. E poi … Poi, al volo ha già pensato Franz: ci ha prenotato due biglietti per venerdì mattina. Sissi arriva la sera prima, credo, perché è ad un convegno non ho ben capito dove in Nord Europa.”

“Mm.”

“Beh, senti, c’è la piccola che piange, devo andare. Non ti azzardare a paccarmi. Ti mando una mail coi dettagli. Ci vediamo venerdì mattina a Malpensa”.

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