Christmas in Prague

Ti lascia senza fiato questo autobus gremito, le strade deserte, nebbia e palazzi alti, freddi e anonimi, la voce della signorina dell’altoparlante che blatera in ceco nomi incomprensibili delle fermate. Prendi la metropolitana, viaggia forse 40 metri sotto terra, la scala mobile è ripida e lunga…  ti trovi fuori dalla stazione, fermata Namesti Miru, e il mondo ha un altro colore: una chiesa che trionfa davanti agli occhi, luci natalizie dappertutto, palazzi bianchi con finestre alte in stile rinascimentale, e dietro le tende ancora luci. Lusso, eleganza, splendore di una civiltà che sembra avere la nobiltà tatuata dentro le viscere.Leggi tutto »Christmas in Prague

Il lido di Ostia e lo Zodiaco

Il vestitino nero era troppo bello, sì, ma sono contenta di averlo messo. Perché deve finire questa storia che quando sono giù peggioro le mie condizioni. Azione, reazione. Reazione all’indolenza della paura, facendo le cose piano ma facendole. Reazione alla tristezza e alla malinconia, intorno a me soltanto luce. E quindi trucco e gonna corta anche se siedo a tavola con due uomini che passano il tempo a commentare le donne che passano. Uscire dalla simbiosi credo che voglia dire anche smettere di aver bisogno di essere sempre al centro. Solo perché non riesco ad esserlo io per me.

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Partenza e Musei Vaticani

Decidere è stato difficile. Avevo voglia di farlo ma non trovavo il coraggio. Poi ho pensato a cosa perdevo: l’occasione di avere un po’ di pace. L’occasione di non passare un altro weekend di inferno, chiusa dentro casa o zingara in giro senza meta, a farmi rovinare dall’angoscia che mi assale. Mi sono detta: va bene. Lo faccio. Al massimo… prendo il treno e torno a casa.

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