Considerazioni personalissime

Milano non si ferma (ascoltando Lucio, Enzo e Dario)

  • Wonder 

Non sono nata qui ma è come se lo fossi, cresciuta (talora autoinventata) in questa città brulicante di attività, iniziative, luci, traffico, persone e denaro. Non sono nata qui ma sono fiera di esserci adesso, quando il pianeta, il paese e la città vivono un momento complicato e abbiamo l’occasione di fare la differenza. Non la Milano da bere, non la Milano di Craxi, neanche quella di Berlusconi o della Ferragni. Quella di Jannacci, di Gaber, di Fo, di Vecchioni, di Dalla. Di Mario Calabresi. Dello Zelig e della mensa dei poveri. Quella che lavora, neanche tanto zitta, sotto le luci di San Siro.

? Milano tre milioni e il respiro di un polmone solo, che come un uccello gli spari, lo manchi e riprende il volo… ?

Facciamoglielo vedere a tutti, adesso, “il polmone solo” di cui cantava Lucio, a maggior ragione davanti al virus che colpisce le vie respiratorie.

Credo profondamente in quel #milanononsiferma che ci ha proposto il sindaco Sala. Credo profondamente nell’ironia proattiva del video del Milanese Imbruttito e nelle parole, altrettanto incoraggianti pur se meno diffuse, che tutti i sindaci dei comuni della cintura della città stanno dicendo ai cittadini (grazie Micheli).

Leggi tutto »Milano non si ferma (ascoltando Lucio, Enzo e Dario)

Incazzata nera

Notizie scomode dal Guscio, stasera: sono incazzata (di nuovo). Ma proprio ferocemente ed inguaribilmente furiosa.

Sono incazzata e vorrei proprio che qualcuno mi dimostrasse che ho torto (il che implica che dovrebbe spiegarmene il perchè).

Sono incazzata con la stampa, con certo giornalismo di bassissimo livello. Sono indignata dal solo pensiero di poter essere assimilata a questo triste, bieco ed aberrante popolo bue. Popolo bue, sì, perchè a loro piace bere la prima stronzata che capita sottomano, possibilmente gossip, pur di avere qualcosa di cui parlare che non necessiti di alcuna forma di concentrazione sull’esistenza.

Sono incazzata e ve lo spiego così, come ve lo direbbe un dessino (cit*): ragioniamo per ipotesi. Supponiamo che sia morto un ragazzino.

Leggi tutto »Incazzata nera

mi prudono le mani (senza maiuscole)

non è perchè stanno facendo il mercato del pesce… li abbiamo votati noi.

non è perchè si fanno i fatti loro… li abbiamo votati noi.

non è neanche perchè mi stanno antipatici… in un contesto democratico hanno diritto di pensarla diversamente.

è che prendono per il culo chi non ha gli strumenti per analizzare gli argomenti, per questo mi prudono le mani.

la demagogia è la compagna del dispotismo travestita da missionaria.

Leggi tutto »mi prudono le mani (senza maiuscole)

Delle ortensie e dei magneti

Poco più di due anni fa, in una freddissima giornata di gennaio, sono andata insieme ad Anna in visita al Cern ad ascoltare un professore di fisica nucleare che ci spiegava rudimenti della materia, possibili applicazioni della ricerca, episodi della storia infinita sul bosone di Higgs e ci mostrava i colori vivacissimi del Sincrociclotrone e le foto dell’immenso LHC che, come dicono loro, consiste in un anello di 27 km di magneti superconduttori per accelerare e far collidere le particelle subnucleari.

Ecco, quel giorno ho sentito una cosa che mi ha incuriosita. Il professore diceva che la ricerca pura ha (anche) delle applicazioni che io, da consulente, direi ‘industriali’. La ricerca nella fisica delle particelle è servita alla medicina per trovare una nuova cura del cancro.

In Italia, alla distanza di un giro in bici da casa (Segrate-Certosa A/R, 70 km), abbiamo uno dei centri di eccellenza del mondo. A Pavia.

Questa informazione è rimasta dormiente nel mio cervello fino a qualche mese fa, atta solo a ricordarmi di dimostrare ai compagni di università che non è vero, che avevo ragione io, che la ricerca pura non è una sega mentale per intellettualoidi frustrati, ma serve. Giova (all’umanità e/o al pianeta).

Mi sono accorta di loro quasi per caso, come la canterebbe Vasco, questa storia. Mi sono capitati tra le dita qualche mese fa, per un seminario sul GDPR, e, tanto per farci un gioco di parole, mi son rimasti vicini perché son ‘brava’. Così ho chiesto se mi potevano imbucare in una visita guidata, perché a me la faccenda della fisica delle particelle piace da quando mio padre mi ha regalato il libro di Lederman su ‘La particella di Dio’ ed ero proprio pischella (al secolo, non ero maggiorenne).

Così eccomi qui, stamani, con l’aria di quella bella e scema in mezzo a trenta studenti di fisica e bioingegneria, seduta in aula conferenze, ad ascoltare il racconto della storia e del lavoro della più bella fondazione in cui, nel mio lungo percorso di donatore di love capital e di esperto di non profit, mi sia mai imbattuta: la fondazione CNAO.

Leggi tutto »Delle ortensie e dei magneti

del benessere e della missione

Ho incontrato una persona, oggi, che mi ha parlato (per lavoro) di un fenomeno che per lui è inconoscibile, da consulente: una startup innovativa a vocazione sociale. Mi son sorpresa a guardarmi mentre lo ascoltavo parlare: mai sentito niente di più familiare, invece.

Una startup.

Innovativa.

A vocazione sociale.

Cazzo. Mi è venuto un ricordo. L’ho ricacciato indietro.

Leggi tutto »del benessere e della missione

Fertility what?!

Ho ricevuto un link di una notizia fresca fresca di attualità. O forse è di politica. O forse è di società, e questo sarebbe decisamente più grave.

È Il Fatto Quotidiano che scrive, mica Quinto Miglio di San Donato Milanese. Siccome son rimasta incredula, ho scelto di non dar credito alla stampa, quella bestia politicizzata ed inattendibile che mira ad ottenebrare i nostri neuroni e renderci spettatori, nel terzo millennio, di un rinnovato panem et circenses.

Sono un ricercatore? Cerco le fonti. Il problema è che poi le trovo, le fonti: nientemeno che il portale del Ministero della Salute.

L’altro problema è che, che cazzo, Il Fatto Quotidiano ha ragione.

Il nostro Ministro della Salute (donna, al secolo), ha indetto per il secondo giorno d’autunno una sorta di workshop nazionale denominato Fertility Day.

Mi viene da vomitare.

Leggi tutto »Fertility what?!

Baciami ancora

Con la regia di Gabriele e la colonna sonora portante di Lorenzo, non c’eran dubbi, neanche nel duemiladieci: ‘Baciami ancora’ non avrebbe potuto che bucare lo schermo.

Il punto è che, più dello schermo, è il cuore che buca un film così.

Leggi tutto »Baciami ancora

Le leggi del desiderio, riflettute

Ho visto un film oggi pomeriggio. Ci ho pensato cinque minuti prima di farlo: ci son quei film che volevo andare al cinema e non ho visto che mi fanno sempre impressione.

E perché non l’hai visto? Perché non avevo nessuno con cui andarci.
E’ uscito due giorni dopo Lorenzo 2015 CC. Non un momento a caso. Non un regalo che sia arrivato: del resto, bambina, vivi da sola e da sola l’hai deciso.
Ho visto il trailer il 5 gennaio 2015, quando ho trascinato lo Skywalker a vedere la storia della macchina di Turing ed ho proclamato: voglio vedere questo film.
Non che abbia cercato qualcuno con cui andare a vederlo: solo Sara condivide con me certo cinema italiano, e troppe poche volte siamo riuscite a farlo.
Non che ci fosse qualcuno con cui andare a vederlo, non che io sia una che va al cinema da sola.
Oggi pomeriggio mi son detta: ti guardi ‘Le leggi del desiderio’ di Muccino da sola?
Ma sì, che sarà mai?

Leggi tutto »Le leggi del desiderio, riflettute

delle Unioni Civili

Quindi non mi devo indignare. Mi tocca trovare un sinonimo.

Solo che io non sono irritata, crucciata, risentita, stizzita. Io sono delusa, triste ed anche un po’ schifata. Marco Paolini è uno dei modelli cui mi ispiro, ma io adesso sono indignata e continuerò ad esserlo, che vuol dire che se ha ragione lui io non sono Italiana.

Cazzo, io sono cristiana e voto PD. Cammino a testa alta parlando di solidarietà e di tolleranza, sostengo l’accettazione della diversità e la tutela dei deboli, dei piccoli, dei fragili. Cazzo, io leggo Enzo Bianchi e son d’accordo con lui, con Barbara Spinelli, con Muhammad Yunus, con Gandhi.

Cazzo, io mi vergogno di essere Italiana, oggi. Non mi vergogno di essere cristiana e non mi vergogno di essere di centro sinistra, mi vergogno di chi mi rappresenta (che io votato), mi vergogno della immagine che la nazione cui appartengo mostri questo vile, debole e trasformista ruolo di sé al pianeta.

E non sto parlando di ius soli, non di fecondazione eterologa, non di pena di morte. Non sto parlando di quelle grosse cose serie che regolano la società civile, sto ‘solo’ parlando di famiglia. La cellula primaria del tessuto sociale.

Cazzo, non siamo neanche capaci di riconoscere la famiglia.

Sono schifata, attonita, sono turbata, delusa ed arrabbiata per il testo approvato in Senato della legge sulle Unioni Civili.

Leggi tutto »delle Unioni Civili

Il tavolo dei Cooperatori

Non mi ricordavo più la sensazione di sedere ad un tavolo di cooperatori, di quelli veri.

Sinceramente, non me lo ricordavo più e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla sensazione della riscoperta di una cosa che per tanto tempo ha avuto così tanto senso e sembrava averlo perso completamente.

Una mail, due telefonate, ed eccomi lì, in un birrificio a Parabiago con una lista in cui scegliere tra almeno duecento birre, seduta ad un tavolo dove quello che c’è sul tavolo conta quasi zero. Tre ore di conversazione viva e fitta in cui la cena è solo il contorno necessario per non morire di fame e non l’oggetto della serata.

Leggi tutto »Il tavolo dei Cooperatori