dinanzi al sole che viene, un altro solstizio d’inverno

Ho fatto un’altra valigia, ho puntato un’altra sveglia. E tra sette ore risalgo in macchina, ancora, di nuovo, lontana.

Però,

mi sono anche ballata tutto il pavimento del salotto come quando avevo quattordici anni, e poi venti, e poi trentadue.

E mi preparo al solstizio d’inverno col cuore madido di sudore, fatica ed emozione bruciante.

Ed una playlist.

Ora il mondo è perfetto – Planet Funk featuring Giuliano Sangiorgi – The Great Shake +2

Che l’anno è cominciato così, con l’esperienza esplosiva di una sfida nuova e bellissima, entusiasmante e travolgente. Forse è finita male, ma nessuno mi leverà mai la speranza, nemmeno il mio progetto gioiello e la gioia incredibile di aver affrontato il problema più difficile che mi abbiano mai posto e di averlo risolto.

Heyla come va – Ladri di Biciclette – Ladri di Biciclette

Nessuno mi leverà nemmeno il concerto che non siamo andati a sentire al Blue Note, perché d’improvviso c’è da partire per la Libia e ci son gli amici da salutare, e la voce di Luca al telefono che mi chiede se gli lascio della musica prima della partenza.

Chiedermi musica è come chiedermi amore, forse.

Una lunga storia d’amore – Gino Paoli, Enrico Rava, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso & Roberto Gatto – Milestones, un incontro in Jazz

Un fine settimana prima di partire, di quelli che è stato davvero come volare, qui dentro camera mia, a far l’amore come due veri innamorati senza chiedersi niente perché tanto ci sono così tanti mesi e chilometri di distanza che ci si può davvero lasciare andare, almeno per una volta.

La prima casa in riva al mare a Genova, degli inutili vicini molesti che non possono nemmeno sperare di competere con quelli veri, di vicini, e un altro specchietto rotto nella ennesima inversione ad U in salita.

Il ballerino di jazz – Jovanotti – Lorenzo 1994

Uno sterminato mese di riunioni, meeting commerciali, business blue prints da approvare, corsi sul più elevato standard internazionale in tema di organizzazione aziendale aspettando un treno che arriva da Roma il venerdì sera. Il gracchiare dei gabbiani, le notti insonni, i tappi per le orecchie nella casella della posta.

Tre città in due giorni. Catania, Roma, Bari. E la scoperta di un pezzo di cuore intenso, vivace, adulto e lontano che è così prossimo da non sentire alcuna assenza.

La casa in riva al mare – Toquinho e Lucio Dalla –  La vita è l’arte dell’incontro

La mia casina genovese, al Quartiere Azzurro. Un trasloco quasi notturno, al termine di giornate di lavoro che sembran lunghe e nemmeno mi immagino cosa possano diventare.

La brutta notizia di un avvocato stupido, un progetto paralizzato, la povertà spirituale di chi non sa decidere e tutto il coraggio addosso, sulla pelle e tra le dita, per uscire da una trappola che può solo mietere altre vittime.

Gli spari sopra (celebrate) – Vasco Rossi – Gli spari sopra

L’energia, la forza, la concentrazione che vincono sulla fatica. La spinta indomita a perseguire il risultato, la determinazione che vince sulla stanchezza, il sonno che si perde nella notte dei tempi. E quanti mila record diversi da migrare, in una splendida architettura imperfetta per un sistema tutto da crescere ed amare. Dieci audit di processo, tanti amici da vedere e non c’è mai tempo per farlo, il telefono che suona da mane a sera e non ho più neanche la forza di parlare.

Chissà se in cielo passano gli Who – Ligabue – Fuori come va?

Un padre che se ne va, lassù. Nessuna possibilità di tornare a casa e l’unico funerale della mia vita a cui avrei voluto partecipare e non ho potuto, ma pregavo, io che ho paura della morte.

I lunghi fine settimana tra Quinto e Nervi, le navi nel mare, un aperitivo al monumento di Quarto che non abbiamo messo i piedi nell’acqua salata.

Chopin che odia il Quartiere Azzurro, le sere che non finiscono mai, centinaia di migliaia di record da rimigrare, la schiena che si piega sotto una fatica incredibile, la notte che si confonde col giorno.

L’inverno all’improvviso – Nina Zilli – L’amore è femmina

La strada del mare, cantando.

Uno svenimento in rosso. La carne cruda alle otto di mattina.

La faccia di chi diceva: ‘non ce la farò mai’ e invece ce la fa benissimo e avevo ragione io.

Un sms che recita ‘mi mandano a Kuala Lumpur’ sul tramonto a strapiombo al Monu di Quarto. Sei lacrime calde e un coraggio infinito.

Io non ho paura.

Safari – Jovanotti featuring Giuliano Sangiorgi – Backup 1987-2012

Una telefonata dalla Grecia. Le unghie verde alieno che non son sexy a ferragosto ma mi piacciono tantissimo. FaceTime ogni giorno, per accorciare la distanza di questi diecimila chilometri.

Prosecco, struzzo e grandi chiacchiere in famiglia, sul terrazzo bollente.

Insalate alternative, di avocado e lemon grass, per le notti improvvisate di un agosto tra amici.

Una serata al luna park, cento strilli e venti lividi sull’autoscontro.

 La differenza tra me e te – Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

Una sfida impossibile, diecimila problemi e soluzioni praticabili ma invise. Un nemico più basso e più debole, che però vince. Lo sguardo di chi mi dice: ‘aiutami’, ed io non posso più.

Perdo. Sì, stavolta ho perso, ma io vado via dritta. La sconfitta fa parte della guerra.

Chiara – Rats – Indiani Padani

Qualcuno che continua a dirmi che sono davvero brava ed io che forse non ci credo.

Mio padre che collassa e ride al ristorante ed io che mi accorgo che la vita è un attimo e che nessuno va sprecato.

Gli amici che mi aspettano a cena quando torno dal viaggio. Sempiterno, ridondante, curvilineo, il mio viaggio. Resiliente, in fondo.

Dieci giorni con Mr KL che è tornato a casa e ci si può riabituare in un attimo ad essere in due, peccato che sia un attimo.

Le curve in Audi nei colori che si fanno autunnali sul passo dei Giovi, la stanchezza che spegne la mia vita sociale, la mia mamma che si prende cura di me e mi salva dal redivivo rischio di spegnimento esistenziale.

Gli uomini non cambiano – Mia Martini – Tu nell’universo

La peggiore delle ipotesi. Il mio papà che sta male, il sistema che si spegne. Sette giorni consecutivi di inferno, senza dormire e senza mangiare (e soprattutto senza bere).

Gli sguardi increduli, la paura dell’ignoto, l’angoscia dell’errore di non essere stata abbastanza cattiva. Ma tu non sei cattiva, Chiara.

*Mi pagano per esserlo: competente, coraggiosa ed eventualmente cattiva.*

Ma non sono sola.

No.

Io lo so che non sono sola anche quando sono sola.

Una cena a cui mi hanno trascinato a forza, una festa in piscina di notte, i piedi nudi sul pavimento umido e la scoperta incredibile di essere ancora viva, nonostante.

Non-ostante tutto.

Ti porto via con me – Jovanotti featuring Benny Benassi – Backup 1987-2012

Cinque fornitori. Un corso, due audit, una migrazione in cloud.

La cosa più difficile che abbia mai fatto e l’insonnia che si trasforma in energia: portatemi a ballare.

Let me dance. I’ll show you my shiny, burning, supernova.

Le foto più belle del secolo.

Un pezzo di cuore che torna, una cena in cui il dessert è di gamberi alla catalana, le luci del Natale a Milano.

Quindici ore di lavoro al giorno ed ogni sera fuori.

Ogni cazzo di sera fuori, ed io ho ancora il fisico. E soprattutto ho ancora l’attenzione magnetica ed il sorriso.

Eh…già – Vasco Rossi – Vivere o niente

Han cercato di uccidermi, non ci sono riusciti.

Mi hanno piegata, annichilita, caricata di fatica e missioni come l’asino di Rosso Malpelo.

Ma io sono alta e forte, lunga e flessibile, e me la son cavata (quasi sempre) sorridendo.

Passato è passato, questo anno lunghissimo di fatica estenuante e di speranze mal riposte. Passato è passato, ma sono ancora qua.

Bella e tagliente come volevo, poco furba e molto diretta, sempre convinta che il meglio debba ancora venire, resiliente a quel che sono e diversa da come ci si aspetta.

Bailando – Enrique Inglesias – Sex and Love

Ho diecimila immagini stasera, dell’anno che è trascorso dall’ultimo solstizio che ho scritto. Ricordo la fatica, ricordo la distanza. Voglio lasciarle indietro.

Mi porto la concentrazione, l’indiscussa bravura, il coraggio esponenziale.

Mi porto il sorriso, l’elegante e travolgente bellezza che non spreco più.

Mi porto la danza, specie con la mia amica bellissima dentro al verde arancio di Ground Zero.

Le foto.

L’amore sul divano.

Centoventi pagine di relazione perfetta.

L’intesa che non si perde nemmeno dopo gli anni ed il dolore. Le cose che ho insegnato e quelle che ho imparato.

Gli occhiali e quando li tolgo.

La leggerezza, l’ebbrezza, un invito a vedere Chagall, le linee, le curve e le imperfezioni attraenti.

Un Vettriano scenografico, una casa piccola ma perfetta, un gatto vecchio che sembra un cucciolo e morde e fa le fusa assieme, qualche buona amica,  diecimila chilometri a cui sono sopravvissuta.

Tre bottiglie perfette. Gli spaghetti di farro alla bottarga.

Il libro che ho immaginato e scriverò.

Un viaggio sul Westfalia, pur breve.

Il mio amico speciale, il più vecchio e più bello che ho.

Quelle telefonate dal passato remoto che mi ricordano che lascio il segno.

L’impudenza sfacciata delle unghie rosse e il cappellino da Babbo Natale sulla faccia da folletto e le onde da anni sessanta.

Quattro processori nel cervello e una spiccata attitudine decadentista.

E questa infinità innumerabile di parole che non smetterò mai di scrivere.

 I treni a vapore – Fiorella Mannoia – Le mie canzoni

Buon solstizio d’inverno.

1 commento su “dinanzi al sole che viene, un altro solstizio d’inverno”

  1. Questo é un capolavoro di emozioni, immagini, energia e vita!

    Questa é l’amica speciale che ho, capace di trasformare in musica i sentimenti e le parole.

    Questa è la donna che un uomo apprezza nel suo splendore.

    Dipingi nel tuo cuore questa te e guarda e riguarda il tuo quadro fino a non aver più bisogno di chiederti se sei davvero così bella!

    Buon solstizio amica mia
    Il Faro

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