d’autunno

ermetica, la poesia,
consente di celare nei versi ciò che le fitte righe della prosa svelano.
disasconde, non palesa.

amaro, sigaretta, lovesong.
annego nel bicchiere, tra i ricordi e la speranza.
sento addosso lo sguardo profondo e intenso di chi scopre, osservandomi,
e rimira l’ultima tentazione di Cristo.
patisco e di vanità rifulgo,
assieme,
dell’assenza e della presenza di uno sguardo così.
lascio emergere conati acidi di passato,
respiro spaventata il futuro.
io così coraggiosa e nitida,
affronto ennesima questa notte che viene, atterrita e confusa.
nel gesto della voluta di fumo
ritrovo la sofisticata e difficile me stessa,
questa elegante e travolgente bellezza, forse, ancora, sprecata.
mi chiedo il perché di una mente così frattale e fredda
in tanto rotondo ed accogliente corpo.
di nuovo, davanti alla notte, non posso che pregare.
toglimi le domande o dammi le risposte.
almeno in sogno, Padre.

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