un minuto di gioia

giornata entusiasmante. dovevo fare due cose, ne ho fatte altre dodici, ma son venute bene!

come tirava la locomotiva stamattina: che ebbrezza vitale vedere gli occhi luminosi di persone che vedono riaccendersi la speranza di dare il meglio di sè.

voi non lo sapete, ragazzi, ma con i vostri sguardi brillanti e le vostre teste accese avete dato il senso al mio lavoro. mi son sentita utile e preziosa. mi son sentita che lo si può davvero fare, il grande spettacolo.

ero così carica e potente, oggi, che ho pensato che tutto si può fare. se torno controcorrente, vorrà dire che cercherò una corrente più consona a me, ma nel frattempo: wow! che corrente quella che scorreva stamani! mai mi dovessi schiantare, mi rialzerò. l’ho sempre fatto. ma se ce la fate… ecco se ce la fate io sono felice.

così felice che mi son venute un sacco di buone idee e ho visto qualcuno il cui sguardo brillava sempre ed ancora di più.

ci credo, ci credo, ci credo! we can do it: you can do it!

ascolto Aretha Franklin e penso a quando mi han vista scoppiare di sorriso quando mi è arrivato quel whatsapp rubato dall’altra parte del pianeta: Luca torna!

Luca torna, lo abbraccerò e in questo momento sorrido come una pazzerella e scoppio di gioia.

grande lunghissima giornata in cui ho piantato un po’ di semi e tirato qualche lunga fumata di vapore.

potente e romantica, la vostra locomotiva, vi dice che bisogna crederci, sempre! andare fino in fondo, dare il meglio di sé, esprimere all’ennesima potenza tutto il pensiero e l’energia che abbiamo.

io credo che ce la farete, confido in voi e so con certezza che sarete una delle mie più grandi soddisfazioni. alacri, consapevoli, intelligenti allievi di una scalcinata e stonata maestra dell’unico metodo che funziona: capire come, sapere perché.

vi abbraccio tutti, aspetto le telefonate piene di domande e le giornate deliranti e fitte in cui mi sequestrate e mi chiedete se posso avere una serie di replicanti. non vi serviranno i cloni: sapete già tutto. si tratta solo di metterlo un po’ in ordine.

io ci credo. e vi aspetto a braccia aperte e col sorriso, i jeans stretti e i tacchi alti.

da ‘sua altezza’ la locomotiva a vapore, come mi ha chiamata qualcuno di voi, seduta finalmente a gambe incrociate sulla sedia bianca di Ground Zero, un messaggio di forza e speranza. l’unione fa la forza. fate l’unione, avrete l’energia. e con l’energia e la consapevolezza si può fare tutto.

scoppia di gioia, la locomotiva a vapore. Luca torna, voi siete stati bravissimi. e il venticinque settembre duemilaquattrordici lo iscrivo tra i giorni in cui mi son sentita che aveva un senso vero esserci.

un abbraccio e una canzone: you send me, Aretha Franklin.

1 commento su “un minuto di gioia”

  1. Accidenti !! per usare un termine marinaro, allora domani mi sa che arrivi “a tutta macchina ” , dobbiamo allungare il binario “piam in arrivo ” altrimenti non ti fermi !!! ciao “loco”

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