il maestro e il poeta

***su stella del mattino***

Un giorno come un altro, per tutti, comunque, solo un giorno qualunque. Un lunedì di fine ottobre.

Due visi, due sorrisi, su un tavolo  pieno di idee e scevro di carta.

Il maestro e il poeta, seduti lì, davanti a me.

Grande, il maestro della formazione, nel suo sguardo solido e avvolgente.

Acuto, il poeta della conoscenza, dietro gli occhiali da gatto e il cuore da leone.

Fuori dal tempo, il pranzo nell’osteria dove si respira l’aria di un film di Fellini.

Fuori dal mondo il cielo oggi, con le nuvole grigie e la luce di Dio che filtra in lunghi raggi bianchi, quasi acidi.

Intorno, tra idee, confidenze e spensieri, un turbinio di colori nel cinguettare di uccellini e odor di mosto.

L’aria fatata della Brianza abbraccia e confonde le voci, quella del maestro che media, quella del poeta che libera.

Un silenzio strano, intorno. Non parlan quasi più, davanti allo strabiliante disegno puntinista nelle foglie degli alberi. Respirano quest’aria tiepida, pestando foglie umide e studiando riverenti il meraviglioso progetto del cielo innestato nella natura.

Il vitigno autoctono di Montevecchia, il melograno cucciolo, uno per ciascuno, un acino d’uva, un respiro profondo. Il luogo degli innamorati, o forse degli scacchi. Le lanterne nascoste tra gli alberi, fuse dentro il paesaggio come fossero sempre state lì. Le foglie rosse gialle verdi e d’oro, la Madonna nella grotta, discreta come un segno di amore infinito, un arbusto tinto di viola e un giardino giapponese, quello del mio amato Monet.

Un giro in macchina fuori dal tempo e dal mondo, e poi di nuovo il tavolo delle riunioni.

Il poeta è stanco, ci ha dato tutta l’energia. Il maestro esplode come una supernova, dopo ore di concentrazione meditativa, con una serie inaudita e perfetta di idee.

Ed io lì, stregatta stregata, che li ammiro, raccolgo e imparo, strabiliata dal grande onore di esser qui, oggi a poter dare, se posso, il mio piccolo contributo.

E sulle note di Ludovico respiro e assaporo, in silenzio, le voci e gli sguardi di loro,

il maestro e il poeta.

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