Lady Kerouac

***Eccolo, il bacio di lei, l’unico che sa dare***

Lady Kerouac ha trentaquattro anni (adesso), classe millenovecentosettantasette, vergine con l’ascendente in sagittario, il medium coeli in bilancia e la luna nel cancro.

E già a questo punto bisognerebbe smettere di scrivere, perchè si capisce da soli che è un casino, anche senza sapere niente di astrologia.

Ma una cosa che Lady Kerouac non sa fare, ed è per questo che l’ho chiamata così, è smettere.

Non sa smettere di fumare, non sa smettere di scrivere, non sa smettere di bere e neanche, soprattutto, di credere.

L’ho chiamata Lady Kerouac perchè è attiva, eclettica, dissoluta e furiosa. Drogata, anche, ma dalla musica. Spostata? No, solo un po’ strana.

Lady Kerouac è vivace, vitale, sorridente e curiosa. Ride di gusto ed emana una forte energia buona, così tanta che è meglio star lontani per non bruciarsi. D’altro canto, è profonda, sensibile, terribilmente romantica. Che se le fai sentire una canzone d’amore al telefono, lei non se la dimentica più. Così, alla fine, chi si è bruciata, come sempre, è lei.

Lady Kerouac è svelta e intelligente, acuta e talvolta ironica. Lavora tanto, con carica e passione, ci mette tutto quello che è, in quello che fa. Poi di colpo si distrae e dice una stupidaggine galattica o un doppio senso pericoloso. Si concentra e si deconcentra alla stessa impressionante velocità, connessa e disconnessa dal contesto nel giro di pochissimi attimi.

L’ho chiamata così perchè la prima volta che l’ho vista si è presentata a casa di un’amica in felpa, jeans e scarpe da tennis, con gli occhi da cinese quasi chiusi da due notti insonni, perfettamente struccata su quella pelle bianca e liscia, e in dieci minuti ha detto tremila parole, cambiato sei volte discorso, riso, sbadigliato e tracannato tre shots.

Dice che è una scrittrice ma che fa il consulente. Scrittrice femmina, consulente maschio. Mah.

La vedi la sera prima in jeans e maglietta e il giorno dopo con un vestitino strappamutande e le scarpe rosse di vernice col tacco dodici.

Parla di sè ridendo tanto, come se facesse una caricatura di se stessa, poi diventa improvvisamente seria e si infervora se si parla di politica e dei provvedimenti del governo Monti.

È maliziosa e monella, e contemporaneamente dolcissima, delicata e accogliente.

Stamattina sono uscito da casa sua che piangeva sul divano perchè vorrebbe amare ma non bacia se non è come nella canzone di Ivano Fossati. Mi ha raccontato la sua storia, dell’amore sbagliato, del tradimento, della violenza, della delusione. Mi ha raccontato che ha passato anni a sentirsi a casa solo nella sua macchina e adesso che ha la sua, di casa, l’ha chiamata Ground Zero e dice che è il suo luogo sicuro.

Spiegatemi l’associazione tra Ground Zero e un luogo sicuro.

Mi sarei innamorato di lei se mi avesse dato il tempo o il modo di farlo. Invece la guardo, stasera, da sotto la finestra di casa sua, che siede in posizione del loto sul suo tavolo e scrive una lettera d’amore che non spedirà mai perchè non si vuole più innamorare, beve del vino rosso e fuma come una turca. Ha gli occhi scavati dal sonno, che ieri sera abbiamo fatto bagordi e mattina, ha anche un po’ freddo ma insiste a tenere quella canottierina sottile e la felpa corta, perchè vuole essere sempre bella.

È già bella così, la mia Lady Kerouac, con gli occhi piccoli e le labbra morbide, la pelle bianca e le gote rosa, le dita lunghe e le caviglie sottili. La incontri all’Esselunga che fa la spesa nei suoi jeans aderenti con gli stivali alti, e ti butta le braccia al collo anche se sei il suo vecchio colf, poi guardi dentro il carrello e vedi che ci sono sei bottiglie di vino per una cena con tre ospiti.

È matta come un cavallo, lunatica e sognatrice. Poi parla e rimani sconvolto da quant’è dura, certe volte.

L’ho chiamata Lady Kerouac perchè è davvero distante, rispetto all’asse normale delle persone di questo mondo. Scrive milioni di parole ogni giorno e rompe l’anima con questo benedetto libro che dice di aver finito e che nessuno pubblicherà mai, poi si scorda che domattina deve alzarsi presto e beve due bottiglie anche da sola per fare serata.

Va in palestra alle sette di mattina col suo amico che la allena, perchè vuole essere magra, e poi a cena scofana mezzo chilo di carne rossa e tutta la torta.

Ha poche amiche, stupefacenti e terribilmente diverse l’una dall’altra, ma lei le adora tutte.

Pensa che nessuno la amerà mai, così com’è, e non sa in quanti l’ameremmo se ce ne desse modo.

Perde il suo tempo aspettando telefonate che non arrivano e treni che non fermano alla sua stazione, parla con affetto di un uomo che le ha rovesciato addosso solo bugie e violenza, racconta di un matrimonio grigio e piatto, che se la guardi non ci credi proprio che una stonata così sia mai stata sposata, per di più con uno serio e mansueto.

Dormi, stanotte, mia piccola Lady K, tu con la tua insonnia e la tua inquietudine. Dormi da sola, tra due cuscini, tu che non vuoi più nemmeno che ti si aiuti a fare il letto e non lo vuoi dividere con nessuno.

Dormi, riposa, farfalla delicata e multicolore. Dormi, così domattina potrai alzarti e cercare di vivere il presente.

Io intanto esco a cena con delle amiche che non bacerò e penserò a cosa si perde quel personaggio strano di cui parli ogni tanto, che non ti vuole più baciare.

Dovessi raccontarti con le parole in musica, come fai tu quando parli degli altri o scrivi le tue parole, lo farei con una delle tue assurde playlist che ascoltiamo quando ceniamo assieme. E allora, prima che tu vada a dormire, te la dedico.

Buonanotte, farfalla.

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Panamericana – Gotan Project – Tango 3.0

Il bacio sulla bocca – Ivano Fossati – Lampo Viaggiatore

La ditta – Elio e le Storie Tese – Esco Dal Mio Corpo e Ho Molta Paura

La differenza tra me e te – Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

Prospettiva Nevskij – Franco Battiato – Patriots

This will be an everlasting love – Natalie Cole – Inseparable

Hey, signorina Mambo – Paolo Belli – Dillo con un bacio

Caro il mio Francesco – Luciano Ligabue – Arrivederci mostro

Born to run – Bruce Springsteen – Born to run

I’ve Seen That Face Before (Libertango) – Grace Jones – Jamaican

Non è tempo per noi – Luciano Ligabue – Ligabue

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