sensazionale

Sensazionale, la colonna sonora.

Cominciamo con un’allitterazione e diciamoci le parole giuste: sensazionale serata con Sinatra di sottofondo.

Eh già, che notte, ascoltando Frank.

Ho dei ricordi nitidi e delle immagini vaghe, percezioni forti e nessuna struttura logica.

C’è un libro che voglio scrivere con una ispirazione approssimata e aggettivi precisi, un forno che non cuoce come vorrei e una pietra ollare che dà spettacolo, Berlucchi rosè contro una parete verde acido.

Sensazionale, la sinestesia.

C’è tutta l’emozione concentrata in un attimo che sa di nuovo e stupefacente, eppure così stranamente familiare.

La porta che si chiude e le mani appoggiate sulla sua anima fredda, il fuoco che scalda e il tatuaggio ghiacciato, un sorriso furbo e un’occhiata monella, un paio di tacchi rossi ai piedi e un maglione blu sulla sedia.

Si parlerà di padri e di lavoro, di timer a minuti impostati in ore, di Benni e di Pennac, di irruenza e di inerzia.

Sensazionale, la mia espressione capricciosa e francese e il mio accento tedesco.

Il subwoofer che si accende, il gatto che fa le fusa, la carta d’eritrea che brucia tra le stoviglie usate e il profumo di pesce cucinato. Una pagina della Morpurgo per Venere in Scorpione, le parole del tango assopite nella borsa sul pavimento, un carme di Catullo in metrica e poi la traduzione simultanea, il passato ed il futuro che dormono, fuori dalla finestra a quadrotti bianchi, insieme alle foglie rosse di un albero appena piantato.

Sensazionale, il geco sulla porta d’ingresso e quel diffuso profumo di saponetta.

Dopo il latin jazz, ecco Frank che suona a tradimento e l’anima che volteggia a passo di fox trot per la stanza. Il sorriso timido, lo sguardo sornione, la tanto celebrata e rara conversazione intelligente che difficilmente si replica due  volte nella stessa settimana.

Nell’aria, essenza di vaniglia e bergamotto; sul tavolo di cristallo azzurrato piatti bianchi e bicchieri anche, due pacchetti di sigarette accanto al divano, un iPhone silenzioso ed uno strimpellante.

L’amore silenzioso e quello parlato, le storie raccontate e quelle vissute, la mano ustionata sul cristallo freddo e i piedi nudi sul pavimento.

Sensazionale, il reiki con lo svarione nella penombra che profuma di incenso di ambra.

I chakra caldi e quelli non, la centratura sul cuore, la posizione del loto e il passato che scorre tutto in un attimo.

La settimana appena iniziata che si concentra tutta sul deltoide, gli occhiali sul comodino, le mani allacciate e New York New York che è la meno bella dell’album.

La voce che trema e gli occhi che si spalancano, i morsi, le unghie, la pelle di madreperla. Lo specchio appoggiato sul pavimento per sbaglio, il divano troppo piccolo, la voce di Milva che canta Piazzolla.

Sensazionale, la ciambella di mandorle e cioccolata e gli occhi che guardano altrove.

Le voci che parlano di tradimento e di America, di aspettative, desideri, ricordi… due lacrime bollenti che scorrono lungo le guance, lo sguardo perso tra le coste dei libri, la forza del presente che, salvifica, trasporta il passato nella memoria.

L’esitazione e la debolezza di un altro, la fragilità tutta femminina, l’intreccio delle dita e l’empasse della conversazione sui massimi sistemi dell’affettività.

Sensazionale stare con gli occhi negli occhi e mischiare l’anima e il sangue.

Cercare un fazzoletto e dirsi che fa freddo, cogliere il senso del momento e dell’in-sistere hic et nunc.

Sensazionale, dirsi arrivederci come se fosse addio e non sentire freddo, affacciarsi al balcone senza occhiali sul naso e percepire nitidamente un sorriso e l’ardere di una Marlboro Medium.

Sensazionale, stasera, ascoltare Nat e Natalie Cole in Unforgettable e scoprire che, davvero, può succedere.

1 commento su “sensazionale”

  1. il pericolo a volte è così ricco di emozioni straordinarie da dimenticarsi di soffrire di vertigini!

    è proprio uno speciale per Chi.
    Il Faro

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