trentuno dicembre duemiladieci

Un anno in trecentossesantacinque parole e una canzone.

Emozione. Brividi. Disequilibrio. Cado, non cado. Cado, non cado. Vado. Dove? Chissà.

Indecisione, impazienza, pressione, vibrazione.
Mambo, Chacha e Swing.
Lacrime, tante lacrime. Poi sorrisi, poi risate, poi malizia.
Ascoltare. Sentire. Capire. Me. Forse.


Novità. Viaggio. Paura.
Treni, tanti treni. Stavolta qualcuno ne ho preso.
Odio stirare, amo cucinare.
Pregare, cantare, credere, desiderare.
Persone nuove, nel cuore. Persone vecchie, che tornano. Alcune, addirittura, rimangono.
Lo stadio Olimpico, di febbraio e d’agosto.
Due matrimoni, un vestito solo.
Il mio primo non anniversario.
Una moto, il mio casco, una merenda sul lago, una notte sull’Adda.
I pesci, le pinne, le tartarughe.
Cento lettori sul Guscio, una lettrice impensabile, una corrispondenza segreta.
Tiziano Ferro, i Negrita e Paolo Belli.

L’operazione effe.

Il Negroni molesto.
Le mie prime foto. Che belle.
I miei libri nella mansardina arancione. Finalmente.
La pioggia che scroscia a Ferragosto.
Avvocati, tribunali, rogiti, traslochi.
L’acca, la cozza, la cicciona.
La collera, il pianto.
L’amore furioso, l’amore violento, l’amore in inglese.
Un vicino discreto.
Il dubbio atroce. La libertà e la solitudine.
Quante bottiglie vuote.
La neve a Roma.
Una notte intera a ballare la salsa.
La mia vena ironica e tagliente.
La sincerità.
Il mio diavoletto interiore.
Il primo racconto che ho inventato e l’AnChi dictionary.

La birra dopo la rendicontazione, il sabato sera. Bilanci chiusi in anticipo e spediti in ritardo, trasmissioni telematiche e pasticci domestici. Query per BCG e dati per DEBA.

L’Hostaria de La Macina, La Lisca, Acqua e Farina, Nero di Seppia, Solopizza, la signora in viale Umbria, la mensa di banca, la schiscetta.
I mondiali in enoteca, la finale in Campo de’ Fiori, una gita a Bologna, un’estate ligure.
La dieta, la palestra, la felicità che fa ingrassare ma io sono bella così.
Capoversi per il Guscio e Lonely Planet prima di dormire.
Desiderio e follia. E la linea sottile tra baciare e mangiare.

33 anni in via San Marco, civico 33.
Natale a New York.
Capodanno con Sara, Ax e Mick.

Maria, Rodolfo, Massimi (!), Sara, Federica, Alberto, Marco, Anna, Sofia, Cristina, Alessandro, Arianna, Stefania, Giusi, Elena.

Michele.

Che cosa voglio esattamente, non lo so. Ma me lo vado a prendere.

2 commenti su “trentuno dicembre duemiladieci”

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