trentatreesimo

e dopo il samba, il duetto

Girasoli, incenso. Musica, ricordo. Spirito affine. Credula. Strenua. Collerica. Lunatica. Capelli corti. Occhi a mandorla e faccia da manga. Felina. Triviale. Appassionata di tango e buon vino. E di un’enolibreria che ancora non c’è. Ondivaga o indecisa. Bella? Insicura e autocritica. Leggera? Danzante. Timida. Chiaccherona, se di altro. Pensa, spera, annusa, tocca, assaggia, ricorda, poi scrive. Su carta di riso e nel web 2.0. Con la tecnologia. Sui suoi libri. Davvero intelligente. Autorevole. Ma anche paurosa. Sempre inquieta, che fa? Cammina. Oppure sta seduta per terra.

Tace e, qualche volta, piano, sorride.

Quando poi si alza, la luce negli occhi è nuova. Ricomincia da lì, con la terra sotto i piedi e la testa nei sogni. Chiude gli occhi, li riapre e la vita c’è. Tutta da fare.

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