La valigia dei sogni (1)

Stasera nella valigia dei sogni di Alice, ascoltando questa canzone, ha preso forma una casetta.

La casa di Alice ha il tetto obliquo, magari di travi di legno chiaro. In gergo tecnico si direbbe “mansardato”, ma vogliamo mettere con il concetto di “obliquo”?

La casa di Alice ha delle grandi finestre, da cui passa un sacco di aria e si vede il cielo. Non importa se non è sempre fresco. Importa che sia luminoso di giorno e buio di notte, che si respiri il profumo di pulito che viene da lontano, magari che si veda, laggiù, una montagna (ma ci si può accontentare anche di una collina).

La casa di Alice ha un balcone dove il gatto possa cacciare gli insetti e dormire sul cotto e dove si possano stendere i panni che profumano di pulito e di sole.

C’è il pavimento di doussiè africano, caldo e aranciato, che puoi camminarci a piedi nudi tutto l’anno, tanto non è mai freddo, e in cucina non ci sono le piastrelle alle pareti, ma solo smalto bianco. La cucina è alta e c’è un bancone tipo bar per fare colazione e pranzare al volo la domenica prima di andare a fare due passi. C’è un divano su cui leggere, dormire, fare l’amore; c’è una TV grande per guardare seduti sul tappeto i vecchi film che non annoiano mai; ci sono tanti libri in giro, che sembrano sparsi ma in realtà hanno un preciso ordine logico.

Nella casa di Alice la musica suona in tutte le stanze, e s’intona all’umore e alle pareti colorate.

La casa di Alice, nella valigia dei sogni, ha le porte aperte per chi ha voglia e per chi ha bisogno, e c’è sempre qualcosa di sano e appetitoso da mettere sotto i denti e un buon bicchiere di vino per accompagnare la conversazione.

La valigia dei sogni pesa un po’ di più stasera, anche se dentro ci sono solo quattro farfalle, perchè ogni tanto ci si accorge che non si può avere tutto quello che si vuole, e che bisogna scegliere anche i sogni da metterci dentro.

Intanto, stasera, Alice ci mette dentro questo, di sogno, e vediamo se le sue braccia, diventate sottili, ne reggeranno il peso.

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