La Vigilia dei Disadattati

Da leggere con colonna sonora: Have yourself a merry little Christmas

Doveva essere una vigilia solitaria e forse un po’ mesta, per tutti e quattro. Disadattati, soli, un po’ incasinati col concetto di famiglia. E invece…perché non fare di quattro solitudini una lieta compagnia?

Se ne parlava, scherzando, in un’algida domenica di mezzo dicembre: un thè fumante e un panettone all’uvetta e cioccolato, quattro chiacchiere giocose e questo Natale che arriva così in fretta… è bastata una battuta per fare davvero della Vigilia il tempo della preparazione e dell’attesa.
E sono stati quattro giorni intensi e concitati, tra il lavoro, la neve e l’organizzazione dell’ultimo momento. Perché per una vigilia come si deve ci vogliono tante piccole attenzioni e molto amore.
E allora eccoli lì, BarbaBasco e AnChi, sommersi dal metro di neve fresca che ha paralizzato la città, intabarrati in giacconi e cappelli da babuska, a preparare con finta indifferenza questa serata speciale e diversa.
Il menù, nell’era del web 2.0, lo decidono ancora le donne, ma via msn, bloccate in casa dalla bufera di neve. Con due palati difficili a tavola, architettare una preziosa cena di magro è difficile, ma niente è impossibile per le curatrici redazionali di un dizionario. Che poi, oltre al cibo, bisogna pensare anche agli addobbi, al vino, alle luci, all’atmosfera.
Fuori comincia a piovere e fa molto freddo, dentro le case scorrono mail, telefonate, liste della spesa e piatti preparati in anticipo. Si pensa ai regali, che siano speciali e gioiosi; si pensa alle sorprese, che sono la parte più bella della serata. Ciascuno penserà a portare il suo piccolo contributo segreto, sfolgorante dell’emozione di questa serata inattesa.

Milano è piena di gente per strada, che si muove frenetica nel traffico tentacolare tra il maltempo e gli ultimi pacchi dono, ma in qualche modo il tempo sembra fermo. C’è da lavorare, e molto, e non ci sono minuti da perdere in quisquilie. Bisogna fare tutto velocemente e bene, ma è così divertente!

La mattina del 24 dicembre trascorre tra uffici e centri commerciali, spese dell’ultimo minuto e code alle casse dei supermercati, con la ricerca di un piccolo albero da addobbare e l’organizzazione (senza zeta) dei particolari.
Il pomeriggio è fervido dei preparativi. C’è una casa da riassettare e profumare con incenso di cannella e chiodi di garofano, un cd di musica emozionante da scaricare e incidere per la serata, regali da incartare e bigliettini fatti a mano da scrivere. C’è una cena da preparare, una tavola da apparecchiare, la temperatura giusta del vino, e poi… bisogna farsi belli per questa festa!

Alla fine dei preparativi BarbaBasco e AnChi si guardano vicendevolmente un po’ stupefatti: ma siamo davvero disadattati o siamo solo felici?

Suona ad alto volume il disco di Pavarotti and Friends, Miserere e Nessun Dorma la fanno da padrone, le candele luccicano nel Presepe di ceramica, l’aria profuma di incenso e di capesante gratinate nel forno. La tavola è bianca e rossa, con candeline galleggianti al centro, la temperatura è perfetta, l’aperitivo di prosecco e mandarini è nei flute.

Basta sedersi e mezzanotte arriva in un attimo, tra aneddoti, risate, brindisi e bicchieri rotti, una partita a Taboo, qualche regalo scartato. Donne contro uomini, stasera vincono le donne: in questa vigilia, nonostante ogni forma di resistenza, AnChi non ha rivali, anche se ci si mettono gli hard disk ed i bancomat a rendere ardua la battaglia.
Dopo Taboo c’è Trivial, e quante sono le dita della mano sinistra del più caro amico di Napoleone? C’è un orgologio, dei guanti troppo piccoli, una casetta di pile per Chopin, c’è un gioiello così luminoso che non si può sfoggiare, ma solo indossare con un lieve rossore di gote, due piccole tartarughe brillanti come il futuro. Ci sono vecchi amici e allusioni e racconti del passato, piccoli screzi e grandi risate, il panettone cioccolatoso e lo spumante che brilla nei bicchieri. C’è la notte che avanza e sembra non poter finire mai.

C’è il sonno che arriva, la strada bagnata, la tavola piena di bucce di arachidi e clementine. C’è, soprattutto, molto amore che ha trovato un posto dove fermarsi e stare, libero, su un divano grigio. Ci sono quattro sorrisi puliti che dicono: che bello esserci riuniti qui, stanotte, a celebrare la nascita e la vita.
C’è un giorno da passare, ciascuno per sé, con addosso la felicità di una Vigilia che è stata veramente tempo di attesa gioiosa, di ringraziamento, di condivisione.
Buon Natale, amici miei, Effatà, Alleluiah!

1 commento su “La Vigilia dei Disadattati”

  1. ;,,,,,,)
    Bello leggerla con una specifica canzone dei Coldplay sotto…fa già Natale anche se siamo a Novembre e solo ora leggo una storia di 2 anni fa..

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