Domenica, a casa di Alice

La casa di Alice non è proprio la casa di Alice. Manca il doussiè, la cucina bianca e luminosa, mancano i libri e lo YAM HTR, e la temperatura non è mai quella giusta.
Però, tra le pareti gialle e arancio, suona ancora musica jazz, il caffè profuma di nocciola e il gatto dorme accoccolato sulla sua copertina celeste di pile.

Stasera a casa di Alice ci sediamo su sedie di plastica bianca, un paio un po’ sbilenche, mangiamo, giochiamo a Trivial e ascoltiamo musica, speriamo buona.
L’attaccapanni si è rotto, butteremo i cappotti sul letto, e speriamo che Chopin non li faccia diventare tutti bianchi. Magari, proviamo anche a risintonizzare il digitale terrestre, anche se la TV è davvero piccola, e portiamo giù quei mobili che proprio non ci stanno.

Speriamo che abbia fatto l’albero di Natale, se no, che festa è?

Alice dice che la casa la fanno le persone. Lei e Chopin, che ci abitano, e gli amici che vengono a bersi un bicchiere, guardare un film sul divano blu, chiacchierare per ore del tempo perso e di quello ritrovato.
Certo che non è come stare nel salotto pentagonale con la finestra grande e le due pareti arancioni e non c’è abbastanza spazio per fare il karaoke in quattordici, però, anche qui si può giocare a Machiavelli seduti per terra sul tappeto, ballare un tango in quattro piastrelle, fare mattina con musica vecchia e persone nuove.
Le persone qui vengono, prestano e dimenticano libri, portano bottiglie piene che restano inesorabilmente vuote, lasciano ricordi nell’aria, scoprono i cocci di argilla nel bagno. E alla fine, Alice spera, vanno via con il sorriso e con il cartoccio della schiscetta.

Chissà se sarà bello, domenica, a casa di Alice.
Se siamo fortunati, magari, ce lo racconterà!

2 commenti su “Domenica, a casa di Alice”

  1. sarà bellissimo!!!
    soprattutto per chi rivendicherà le orecchie d’asino di capodanno scorso

    ahahahahahha

    PS le decorazioni natalizie te le porto io, tu prendi un alberello mignon 😉

  2. …manca molto altro, oltre a mobili e alla temperatura.
    il clima?
    no.
    Manca, parcheggiata fuori, al sicuro, la Prius.
    e infatti…
    ieri pomeriggio mi ha parlato (mentre la portavo fuori dal guscio): con tono dimesso e rassegnato, silenziozissima com’è, ha unito il suo cuore di macchina al mio di carne.
    Quello che mi ha confidato non lo posso dire, la tradirei.
    Ho cercato di resistere, ma poi ho pianto.
    musica!
    “mattone su mattone viene su la Grande Casa, che fatica che fatica che si fa,… perchè?” cantavamo quando ero molto giovane e in chiesa si portavano le chitarre e le speranze di un mondo migliore.
    Perchè?
    Il perchè oggi l’ho trovato. Ma non riesco a comunicarlo, e mi dispiace.
    Moltissimo.
    Comunque la festa continua.
    Stai bene Alice.

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